Tra pelle e respiro

“Il volto manca, ma la pelle racconta. Un corpo tra desiderio e respiro.”

Non c’è un volto da ricordare.
Solo una presenza che si muove tra curve, pieghe, tensioni lievi.
Una figura che si offre senza raccontarsi, che dice tutto senza parlare.

Nel silenzio dello scatto, la pelle diventa voce.
E il respiro, invisibile, guida lo sguardo.
Ogni fotografia è un incontro: tra l’istinto e la forma,
tra l’intimità e il mistero.

Una luce affilata, antica, accarezza il corpo e lo scolpisce.
È lì che si nasconde l’eco di una pittura lontana,
dove l’ombra è parte del racconto,
e la pelle diventa luogo di rivelazione.

 

Qui il corpo non è oggetto.
È soglia, è luogo, è linguaggio.